during the serie A match between FC Internazionale and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on April 28, 2018 in Milan, Italy.

E’ quasi l’ora di pranzo quando su tutti gli organi di informazione viene diffusa una notizia proveniente da Appiano Gentile : F.C. Internazionale comunica che il nuovo capitano è Samir Handanovic.

Letta così sembrerebbe quasi una news di “poco conto”, il giusto premio dato ad un professionista serio ed ineccepibile come il portiere sloveno. Leggendola però “al contrario”, ecco che arriva la bomba di metà settimana : Mauro Icardi non è più il capitano di F.C. Internazionale.

Al momento nulla è dato sapere se non quanto espresso sulla carta intestata del club meneghino, per quella che sembra una decisione condivisa da società e staff tecnico. Icardi si è presentato regolarmente all’allenamento odierno che anticipa la partenza per Vienna, si è altrettanto regolarmente allenato, ed al termine della seduta è uscita la notizia. Successivamente è stata resa pubblica la lista dei convocati per l’impegno di Europa League, ed il nome del bomber non figura nell’elenco.

Il ragazzo sapeva ? La decisione come pare è stata presa già ieri ma prima si è voluto comunicarla al gruppo ? In attesa della conferenza stampa del tecnico Spalletti prevista per le 18,30 si possono solamente fare delle ipotesi che detto sinceramente lasciano il tempo che trovano, così come altrettanto sinceramente anche le spiegazioni che verranno date non avranno poi chissà quale importanza nè ovviamente corrisponderanno a tutta la verità.

Il dato pesante è uno solo, oggettivo, ed è che la fascia di capitano non sarà più sul braccio del numero 9. Almeno per il momento.

Si è probabilmente raggiunta la punta di un iceberg che ha sotto il livello dell’acqua una base molto ampia, fatta di trattative per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2021 sulle quali si è detto tutto e più di tutto, con la moglie-agente del giocatore che si è lasciata andare a dichiarazioni pubbliche che altro non hanno fatto se non infastidire la società e probabilmente condizionare lo stesso giocatore, per un rapporto da sempre teso e che non fa certo il bene di entrambe parti.

Ma è giusto o sbagliato togliere la fascia di capitano a Icardi ?

A parere di chi scrive, togliere la fascia di capitano a Mauro Icardi è giusto.

Anzitutto bisogna partire da un presupposto : chi è e cosa vuol dire essere il capitano di una squadra. E qui non conta essere l’Inter, il Real Madrid, la Chapecoense oppure l’ultima squadra della terza categoria di qualsivoglia regione : un capitano inteso come tale è lo stesso dappertutto.

Il capitano è il leader del gruppo, il suo rappresentante all’interno e soprattutto all’esterno, è l’ultimo a mollare in campo ed il primo a tirare negli allenamenti, è colui che sente la propria maglia cucita addosso tanto quanto la fascia che porta.

Non è detto che il capitano debba essere per forza il giocatore più forte, quello con maggior talento o il bomber della squadra, ed a conti fatti non è nemmeno necessario che sia l’idolo dei tifosi. Il capitano però deve essere la squadra, e la squadra deve riconoscerlo come tale. Senza questi presupposti, non siamo di fronte ad un vero capitano.

Icardi sul campo è un campione ed uno dei più forti bomber del mondo a prescindere dal recente periodo di crisi, ma per quanto riguarda il ruolo di leader, salvo rare eccezioni, non ha mai dato veramente l’impressione di essere un capitano all’altezza dell’Inter.

Sarà per la vita privata che condiziona il giudizio, sarà per le periodiche richieste di aumento salariale, sarà per il fatto di non essersi mai esposto in prima persona ma aver delegato un ruolo importante alla moglie, sarà per gli screzi con parte della tifoseria ai tempi dell’autobiografia mai completamente dimenticati, ma Icardi non è mai riuscito a mettere daccordo tutti sulla legittimità della sua fascia.

Maurito come detto preferisce non metterci la faccia, e qualche volta quando l’ha fatto ha pure sbagliato. L’ultimo inciampo è il “Se non la ami quando perde, non amarla quando vince” post sconfitta con il Bologna. Il pubblico interista non ha bisogno di lezioncine spocchiose su come sostenere la squadra, non fosse altro che dati alla mano, nonostante i risultati deludenti si conferma sempre in cima alle classifiche di presenze allo stadio. Il pubblico interista non ha nemmeno bisogno di sentirsi ripreso per qualche fischio al termine di una prestazione indegna, e specie da chi in quella stessa partita è stato probabilmente il peggiore in campo.

Con questa presa di posizione la società Inter è ben consapevole di rischiare parecchio, ma allo stesso tempo lancia due segnali importanti. Il primo è che il “tempo delle mele” è finito, tutti sono utili ma nessuno indispensabile. In questo cambio di atteggiamento sembra esserci lo zampino di Marotta, che fin dal suo arrivo deve essersi probabilmente reso conto del marasma generale che ormai da anni caratterizza la società neroazzurra e sta cercando anche con le cattive maniere di mettere un po’ d’ordine.

Il secondo segnale viene dato relativamente alla trattativa per il rinnovo dello stesso Icardi. Fin qui la società è sempre passata come la parte debole, stretta nella morsa da un lato della procuratrice dilettante ma non troppo nonchè moglie del giocatore e dall’altro dall’imprescindibilità di Icardi per i risultati presenti e soprattutto futuri. Così facendo l’Inter ha ribaltato la situazione a proprio favore, facendo capire che se si trova la quadra a certe condizioni tutti felici e contenti di continuare assieme, altrimenti non se ne farà un dramma se le strade si divideranno.

Questo non vuol dire che la cosa non avrà ripercussioni, la gran parte negative, sulla stagione dell’Inter, ma in sè la decisione è corretta e probabilmente inevitabile.

Quello che si può criticare è la tempistica. Sono infatti queste decisioni da prendere a inizio stagione, oppure in un momento di pausa, non certo alla vigilia di una partita importante, oltretutto all’interno di un momento certamente complicato per i neroazzurri che la vittoria di sabato con il Parma ha solo in parte mitigato.

Se però si è arrivato a tanto, è perchè è stato raggiunto una sorta di punto di non ritorno e non è stato possibile fare diversamente. L’Inter ha deciso di andare all-in ed ora o si fa saltare il banco o si torna a casa.

Quanto a Icardi, starà a lui dimostrare concretamente se il suo affetto verso il neroazzurro è davvero così profondo e se la sua priorità è veramente quella di restare all’Inter. In questo senso il non avere più la fascia potrebbe anche essere oltre che uno stimolo anche un modo per togliergli alcune responsabilità ed agevolarlo nella sua veloce ripresa.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.